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    February 21

    Il primo bacio non si scorda mai...

    Da poco ritornato da una passeggiata al porto con gli amici del campeggio, salutò tutti e s'incamminò verso il belvedere. Lungo la strada si ritrovò a pensare alla stranezza della vita e al fatto che un posto di per sè “inutile” come quello, fosse capace di fargli provare così tante emozioni. Non era mai stato un tipo asociale ma, quando poteva, amava ritirarsi a guardare il mare. Preferiva farlo di notte perchè non c'erano tutti quei bambini rumorosi e, soprattutto perchè, di notte sentiva ogni piccolo suono del mare. Inoltre poteva dare libero sfogo alla sua fantasia e perdersi nella bellezza dei raggi di luna riflessi sul vasto mare. Vialetto

    Avrebbe di gran lunga preferito osservare il tutto dalla stradina sottostante, quella che percorreva il perimetro esterno del campeggio, da cui si aveva una visuale nettamente più bella senza quell'inutile recinzione che si trovava davanti ma sarebbe stato complicato motivare la sua assenza se i genitori fossero andati a cercarlo.

     

    Percorse lentamente il vialetto che portava al belvedere, evitando lo sfrigorio di ciottoli che un passo più sostenuto avrebbe causato. Camminava così piano che ebbe il tempo di soffermarsi su piccoli sfuggevoli particolari: notò il forte odore di eucalipto nell'aria e a lungo si soffermò ad inspirare, le curve dei rami degli alberi lungo il viale, le buffe figure formate dalle nuvole in cielo e, ormai adattato alla quasi completa oscurità, notò i contorni di una persona sulla parte meno illuminata della panchina: la stessa sulla quale avrebbe voluto sedersi in solitudine. Quasi ci rimase nel vedere violato il suo momento di riflessione ma, avvicinandosi all'ombra, si accorse che quella inaspettata presenza era tutt'altro che indesiderata: si trattava in realtà della sua amica Daniela.

    Daniela era da poco entrata nel gruppo e tra i due si era subito instaurato un rapporto speciale. Ci mise qualche settimana a capire la natura delle emozioni che provava in sua presenza ma alla fine si rese conto di provare qualcosa per lei. Dopotutto era l'unica con la quale parlava apertamente, che fosse capace di ascoltarlo, di capirlo e sopratutto di farlo stare bene. Nonostante la sicurezza di quello che provasse non si era mai apertamente dichiarato, soprattutto perchè fermamente convinto di nn essere ricambiato: si accontentava di una stupenda amicizia.

    Panorama La raggiunse silenziosamente e, cercando di fare meno rumore possibile, si fermò dietro di lei. Allungò le mani e, prendendola per i fianchi, le disse “Ciao Zizzacchiona”. Lei sobbalzando si girò di scatto per vedere chi fosse e quando realizzò gli disse “Sei uno Stronzo”, e, così dicendo, accennò un piccolo sorriso, ampiamente ricambiato da lui. Si salutarono con il consueto bacio sulle guance,  durante il quale lui ebbe modo di assaporare il profumo della sua pelle, poi si seddette al suo fianco, non troppo vicino ma abbastanza da sentire la sua voce bassa. Entrambi si misero a guardare il mare e i raggi di una pallida luna riflettervici sopra; a lungo ascoltarono il crepitare delle onde tanto sembrava quasi fossero così vicine da poterle toccare e da poter sentire il sale nell'aria. Parlarono del più e del meno, intavolando una delle loro solite discussioni nella quale ognuno raccontò delle proprie esperienze scolastiche, le proprie malefatte e ogni singola cosa potesse in qualche modo impressionare positivamente l'altro. Più volte si sorprese a fissarla mentre lei, presa dall'enfasi del proprio racconto, restava immobile a guardare l'orizzonte oppure quando con la testa seguiva la traiettoria di un immagginario raggio di luna. Quella sera caddero molte stelle ma lui non se ne curò, sapeva di avere la più bella al suo fianco. Andarono avanti per ore incuranti del lento scorrere del tempo e si accorsero dell'ora tarda soltanto dal progressivo abbassarsi della temperatura. Si sedettero a cavallo della panca, l'uno di faccia all'altra e, proseguendo senza mai interrompere il discorso, si ritrovarono abbracciati per riscaldarsi, sussurrandosi all'orecchio il resto della conversazione. Non si sa come ma arrivarono a parlare dei baci e, come solito per tutti gli adolescenti, ognuno cercava di primeggiare. Lui, guardandola negli occhi le disse: “Vuoi vedere che ti do un bacio?” e lei, sorridendo rispose, “ Si si, come no. Adesso mi dai uno dei tuoi soliti baci finti. Ormai fai sempre le stesse cose”. Lui accusò il colpo, in effetti era proprio sua intenzione darle uno dei suoi “soliti” baci sul mento però si trovò a cambiare repentinamente i suoi programmi. Decise di baciarla veramente, senza fare nessuna finta, “Questo sicuro non se lo aspetta” si disse e, così facendo, si avvicinò a lei e appoggiò le labbra alle sue.

    Tramonto

    ...Sono passati anni da quella notte e, nonostante ci siano state delle ammissioni da entrambe le parti, non è mai stato raggiunto l'obiettivo comune. Quello che tuttora resta ignoto è ciò che ella provò in quell'istante.